Antistress e pittura

5 motivi per cui ci vuole più arte nella nostra vita

Non è solo una questione di cultura. Ma c’entra anche il saper vivere nel senso più pratico: imparare l’arte non per metterla da parte, ma per usarla tutti i giorni. Lo dice anche una ricerca, uno studio internazionale, che mette in connessione la salute psicofisica con la cultura, con l’arte in particolare. Ne ha parlato Harold J. Dupuy, un ricercatore americano: contemplando un capolavoro rilasciamo dopamina, un neurotrasmettitore che regola l’umore. Lo ha confermato anche una ricerca italiana condotta dall’Istituto clinico Humanitas di Milano : il bello provoca emozioni capaci di agire sulla mente anche più dei farmaci. Nella nostra vita, per vivere meglio, serve dunque più arte. Perché come sosteneva Picasso “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata dalla vita di tutti i giorni”. O perché, come dicevano più recentementeAlain De Botton e Jhon Armstrong l’arte ci permette di risolvere i problemi della vita. E attorno a quest’idea hanno costruito il loro movimento, la loro scuola dove l’arte s’impara per instaurare relazioni soddisfacenti, trovare la felicità e superare le ansie e le paure legate alla morte. Non solo per contemplare il bello, ma anche per migliorare la nostra vita.

Guardare un quadro fa bene all’umore. Lo dice uno studio della Norwegian University of Science and Tecnology di Trondheim in Norvegia e pubblicato dalla rivista di epidemiologia Journal of Epidemiology and Community Health che ha coinvolto oltre 50mila persone. Il risultato dello studio spiega che osservare un’opera d’arte fa ridurre in maniera significativa ansia e depressione e di contro fa aumentare la sensazione di soddisfazione per la propria vita.

Fonte: www.huffingtonpost.it/2015/10/26/arte-per-la-vita-gioco-del-lotto_n_8356630.html

Cosa ne pensano i Psicologi delle opere di Antonino Cammarata

Osservare un dipinto di Cammarata può aiutare contro lo stress.  .... I suoi dipinti offrono a chi li osserva la possibilità di emozionarsi. ....  Chi di noi non ha avuto un periodo di stress, a supporto di ciò vengono incontro i dipinti di Antonino Cammarata che riescono con i loro colori e luce mutevole a farvi perdere un pò di quello stress.

Sedersi comodamente su un divano,  lasciandosi trasportare con la mente dentro il paesaggio, con quei colori fiabeschi, che ti catturano in modo piacevole e rilassante. Dimenticarsi per un momento di tutti i problemi viaggiando con il pensiero nel paesaggio, pensando di stare seduti sotto un ulivo secolare a meditare.

Si ringrazia per la gentile collaborazione i dottori:

Dr.ssa Morena Battiato ( Catania - Enna )  http://www.morenabattiato.it/

Dr. Gianmarco Rondelli   (Agrigento)  

Dr.ssa Silvia Sarti  (Milano)  www.mentecorpo.it

Dr. Luca Traverso ( Roma)    

Dr. Silvio Rossi  (Roma)         www.psykenet.it

Dr.ssa Monica Giovatore  (Roma) 

Dr.ssa Maria Chiara Carulli  (Pescara) http:www.mariachiaracarulli.net

Dr. Alfonso Santarpia        (Parigi)   http://www.laboratoriodirilassamento.com

Dr. Santo Messina     (Agrigento)

Dr. Ignazio De Robertis   (Venezia)

Dr. Ciro Aurigemma      (Roma)   www.psiconaturopatia.it


Dr.ssa Battiato Morena

 

Gentile Maestro Cammarata,

desidero lasciarle un mio pensiero e, così, ringraziarla per la sua disponibilità ed eleganza.

Come sa, è per caso che mi sono imbattuta nei suoi quadri ed è stato amore a prima vista! Ne sono rimasta estasiata ed ho preso a guardarli per giorni e giorni. I paesaggi che lei ritrae, peraltro con notevole maestria, sono paesaggi sognanti, che rappresentano una dimensione altra in cui si può scegliere di entrare e che si può fantasticare di vivere. Passeggiarvi dentro, percorrere un viottolo per il mare, sedere all'ombra di un carrubo e sdraiarsi fra i tanti fiorellini di campo sfavillanti di colore...poi chiudere gli occhi e concentrarsi sul suono tenue del mare calmo che si offre alla battigia o del vento che accarezza l'erbetta, tanto sofisticata, dei suoi infiniti campi...fino a salire su una barchetta per ondeggiare lungo la costa e raggiungere il faro. E' incantevole il suo modo di rappresentare il nostro mare e la nostra terra, la terra sicula arsa dal sole, piena di bellezze e di peculiarità paesaggistiche come i fichi d'India. E' un mondo vivido, luminoso e particolareggiato. Che meraviglia! Che meraviglia poter evadere dal grigiore e dal caos mondano così semplicemente! Grazie per il dono della sua arte, ispiratrice di sogni e fantasticherie.

Le potenzialità liberatorie, espressive e di godimento dell'arte, infatti, non appartengono solo all'artista che trasforma i propri contenuti interni in opere d'arte, sublimandoli, ma anche al pubblico che può usufruirne per una catarsi immediata.  

Ognuno di noi predilige determinati soggetti e paesaggi piuttosto che altri, vive un turbinio di emozioni e si perde a fantasticare di fronte ad un quadro e non ad un altro, come in balia di un'attrazione misteriosa. In verità, andiamo incontro a ciò che è in risonanza con il nostro vissuto più intimo e con la nostra storia di vita, a ciò che sposa meglio i nostri più profondi significati e che, perciò, ci reca una piacevole sensazione di benessere e di accoglimento di aspetti di sè, di comprensione e condivisione degli stessi, così sentiamo di aver trovato qualcosa che ci corrisponde. E lo cerchiamo, ce ne circondiamo, lo viviamo.

L'arte è comunicazione, condivisione e trasmissione di senso e di significati: essa narra e veicola idee, pensieri, stati d'animo, sentimenti, sensazioni, emozioni, sogni, fantasie e aspirazioni, dona ad essi una forma, per mezzo della raffigurazione, e consente di trasmetterli creativamente agli altri.

Ogni manifestazione artistica è un atto creativo, è un'emozione o un aspetto di sé che viene alla luce, è manifestazione autentica di un sentire profondo dal valore inestimabile, è magia che genera qualcosa che parla per noi e di noi in un modo unico e solo nostro, senza parole. L'espressione figurativa dà visibilità a contenuti interni prima ancora che questi possano trovare la forma compiuta del discorso, prima ancora che se ne possa avere consapevolezza. Le immagini sono lì, non mentono: sono autentiche, immediate, giungono dal profondo di noi stessi e svelano ciò che ci costituisce, anche se non siamo ancora pronti ad accoglierlo. Un po' come i sogni e le fantasie, via regia che conduce al nostro inconscio. E' così che l'arte ha una valenza terapeutica: l'atto creativo è lo specchio delle proprie vicende interne che, portate alla luce in forma visiva e concreta, possono essere elaborate, comprese e trasformate nell'ambito di una relazione terapeutica in grado di favorire lo sviluppo di un senso di identità e di coesione, e capace di promuovere un graduale processo di maturazione ed integrazione.

Grazie ancora, Maestro, grazie anche per consentirci di assistere, quotidianamente, alla sua paziente ed appassionante dedizione artistica, e per garantirci l'emozione di vivere, virtualmente al suo fianco, il suo dare alla luce nuove preziosità.


Dr.ssa Battiato Morena
Psicologa – Catania, Enna

Dott. Gianmarco Rondelli

Salve Antonino Cammarata, trovo fra i suoi dipinti la "nostra" Sicilia che 
urla un grande desiderio di pace e tranquillità. E' come se potessi 
ascoltare le pietruzze che calpesto mentre passeggio dentro i suoi quadri. 
Mare e campagna generano un unico paesaggio dove appare possibile remare con 
la barca su un tappeto di fiori, immaginare l' ulivo come uno scoglio in 
mare e supporre che il faro vigili costantemente su questa affascinante 
fusione.
Personalmente, ritengo che sia la forma a dare colore così come generare 
umori differenti.
Le erbe spinose sono verdi come il prato e quasi sicuramente risultano meno 
rilassanti, così come sostituire il vecchio faro con una palazzina dello 
stesso colore non suscitano le stesse emozioni.
Ebbene, Antonino, la sua arte consiste pure nel ritagliare scrupolosamente 
quelle forme che risaltano i colori del buon umore. Complimenti,
Una calorosa stretta di mano,

Dr Gianmarco Rondelli  Psicologo, Agrigento
 


Dr.ssa Silvia Sarti

gentile pittore Cammarata,

esprimo il mio apprezzamento per la sua iniziativa...soprattutto dopo aver visto i suoi quadri, pieni del colore e della meraviglia della natura.

Mentre le scrivo passa un tram e diverse macchine suonano nervosamente i clacson...non mi stupisco di vedere poi nel mio studio persone ingrigite che non trovano il senso della vita.

Nei suoi quadri c'è quel senso di vivere che è solo nella terra, nel mare, nei colori e negli odori della natura.

Durante le sedute di rilassamento cerco spesso di portare il paziente a ritrovare quell'incanto e quella serenità che arriva dalle radici della terra, dalla contemplazione dei colori, dal sentire il vento....e quindi ritrovare se stessi come esseri naturali e per questo vivi...allora non c'è più bisogno di un senso razionale, così come non ne ha bisogno il grano per crescere...è solo essere ciò che si è..

continui così...

dr.ssa silvia sarti

studio di psicologia mente corpo, Milano


Dr. Luca Traverso

Caro Antonino,

da sempre l'arte ha rappresentato una delle migliori forme di espressione dell'uomo: essa offre la possibilità creativa di comunicare emozioni, stati d'animo, pensieri, sensazioni...

I suoi dipinti offrono a chi li osserva la possibilità di emozionarsi. Il legame tra stress e pittura ben rappresenta quello che già Freud definì uno dei migliori modi di far fronte alle difficoltà e quindi allo stress: la sublimazione. Attraverso la creazione o la contemplazione di un'opera è possibile vivere emozioni negative e/o positive senza lasciarsi travolgere.

Le foto del suo studio e dei luoghi dove le sue opere prendono forma e vita danno l'idea del percorso e del fluire dinamico delle emozioni che dalla mente dell'artista si imprimono sulla tela.

In qualche modo l'arte è un'ottima metafora della creatività emotiva del percorso terapeutico.

Dr. Luca Traverso

Psicologo clinico - Roma


Dr. Silvio Rossi

"Il silenzio, caro maestro, che emerge con straordinari colori
dalle tele dei suoi quadri, rappresenta una metafora forte ed incisiva del 
silenzio terapeutico, espressione di una tavolozza di emozioni che si 
liberano e che liberano".


Dr. Silvio Rossi
Psicologo e Psicoterapeuta in Roma


Dr.ssa Monica Giovatore

Da sempre l'uomo ha sentito in sé l'istinto di rappresentare, raffigurare, ritrarre tutta la realtà che lo circondava. Così facevano i nostri progenitori nelle antiche caverne e così continua a fare l'uomo moderno e civilizzato di oggi. Ma da dove nasce questo bisogno? Dalla magia della nostra creatità. Tutti noi siamo in grado di produrre qualcosa, di fare, di agire, di creare; ogni giorno la nostra vita si presenta come un quadro vivente e noi ne dipingiamo le scene usando, a volte i colori più brillanti che ci rimandano alla gioia e alla felicità, a volte usando dei toni più scuri che ci richiamano al dolore e alla tristezza. Emozioni che esistono e che esisteranno sempre nell'animo dell'essere umano; ecco allora perché siamo stati e continueremo ad essere attratti dall'arte perché ogni opera è un frammento della nostra anima, ci parla di noi a noi stessi. Un bel quadro diventa bello non solo perché è fatto tecnicamente bene, ma perché improvvisamente qualcuno ha messo in forma la nostra idea di creazione, di esistenza. Un quadro o qualsiasi altro oggetto creato da noi stessi o da un altro artista può trasformarsi in un ottimo antidoto per la malinconia o restituirci il senso della bellezza della vita.

Letta in questo modo l'arte è un mondo accessibile a tutti, diviene strumento di guarigione lì dove si riesce a prendere contatto con i propri sentimenti, purché espressi attraverso qualsiasi forma di rappresentazione sia essa reale o astratta. Ogni artista in fondo rappresenta attraverso la realtà sé stesso e un ri-partorirsi che infonde al cuore dell'artista stesso nuova linfa vitale. Tutti noi siamo in grado di guarirci con l'arte, l'arte terapia così intesa è un viaggio affascinante alla scoperta si sé stessi, fate e capirete!!!  "     

Dr.ssa Monica Giovatore,  counselor e arte terapeuta



Dr.ssa Maria Chiara Carulli

Non c’è dubbio che fermarsi a guardare un bel quadro, "entrarci dentro", farlo proprio, imparare a contemplarlo e ad andare oltre, faccia bene. E’ ormai scientificamente provato, ad esempio, il ruolo che i colori hanno nel darci benessere, calma, riposo. Ecco perché si può parlare del ruolo "terapeutico" che può avere un quadro, che ha l’arte in generale, in ogni sua espressione: la musica, la scrittura, la danza, la pittura, la scultura, il teatro ecc. Abbiamo bisogno di "creare" cose belle, di esprimerci non solo con le parole, ma anche di "gustare" di "ammirare" e di far nostra una espressione artistica che forse non esce dalle nostre mani, ma ci tocca il cuore, ci rasserena la mente. Anche questo è un aspetto di arte terapia che ognuno può coltivare e di cui può avvantaggiarsi. Questo può favorire l'espressione di sentimenti, conflitti, disagi interiori, talvolta non esprimibili verbalmente attraverso il dialogo. La bellezza dei colori, la contemplazione di un quadro può scaricare ansie e tensioni, può rendere più coscienti le emozioni e aiuta a migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri. In Italia questo tipo di "terapia" non è ancora molto conosciuto e seguito, ma nei paesi anglosassoni l’arte terapia integra spesso la terapia psicologica e farmacologica. Un invito allora a sperimentarne la validità esprimendo se stessi con varie tecniche artistiche, ma anche lasciandosi affascinare da ciò che sa parlare agli occhi, alla mente, al cuore interiorizzandolo ed elaborandolo in qualcosa che ci faccia star meglio: " La bellezza salverà il mondo" e ognuno di noi in particolare.

Dr.ssa Maria Chiara Carulli  Medico chirurgo e Scrittrice.


Dr. Ciro Aurigemma 

Lo stress  oggi lo conosciamo bene tutti...l'energia dei quadri del pittore  siciliano Antonino Cammarata si percepisce immediatamente e dona pace e calma e i colori e la selvaggia natura esprimono la forza che ci manca nelle città affollate  o deserte..il colore è energia, la bellezza è energia, tutto comunica qualcosa e l'autore sa come sprigionare e trasmettere tutto questo e senza bisogno di aver studiato tutti possono sentirlo e sperimentarlo.

cordiali saluti

dr.  Ciro Aurigemma, psicologo


Dr. Santo Messina

Gentile M. ro Cammarata, mi scuso per il ritardo ma ..... meglio tardi che mai, non le pare? Per quel che riguarda il quesito che Lei gentilmente mi pone, la risposta è affermativa: i colori hanno una rilevante importanza nella nostra vita. La nostra predilezione per l'uno piuttosto che per l'altro o il rifiuto di certe tonalità non sono casuali ma sono dettati da precise, anche se non sempre consapevoli, esigenze psicologiche e affettive. I colori esercitano, con i loro ritmi differenziati, una forte influenza sulla nostra anima dove producono intime risonanze emotive che possono anche essere salutari, benefiche, pacificanti, celestiali e quindi anche terapeutiche (esiste tra l'altro una disciplina specifica fondata su questi principi e denominata cromoterapia ). Se la Sua pittura sortisce rilassamento e felicità nei fruitori che l'hanno scelta, ciò significa che essa esercita una particolare attrattiva su particolari categorie di persone, essendo improbabile che ciò che risulta rilassante per alcuni lo sia anche per tutti gli altri. Se la sua pittura è scelta da tante persone ciò vuol dire, forse, che oggi tante persone hanno un grande bisogno di naufragare nel mare quieto della Sua pittura. Bravo, non solo per i suoi sereni paesaggi ma anche per il Suo sito particolarmente ben congegnato.

Dr. Santo Messina. Psicologo psicoterapeuta dei disturbi psicosomatici


Dr. Ignazio De Robertis 

STRESS E PITTURA “Ho bisogno di staccare la spina”. “Ho bisogno di due o tre giorni di riposo”. “Vorrei tanto andare in vacanza”. Oramai sono frasi comuni. Sono il segnale di una società che crea stress. Nel lavoro. In famiglia. Nei rapporti interpersonali. Ma che cos’è esattamente lo stress? Così, prima d’iniziare il nostro discorso sull’influenza esercitata dalla pittura sullo stress, ritengo opportuno spendere qualche parola proprio sul concetto di stress con l’intento di togliere quell’alone di confusione attorno ad esso, alla sua natura e alle sue cause. La parola ha origine anglosassone e sta ad intendere l’esistenza di una certa “pressione”, o “tensione” o, ancora di una “sollecitazione” che si esercita sulla persona. Tutti noi diamo una valenza negativa ad una simile tensione. Tuttavia, studi di psicologia e fisiologia hanno posto le basi affinché fosse possibile rivedere la valenza dello stress, anche in un’accezione positiva. Forse un esempio potrebbe servire a chiarire il senso della mia affermazione: al contrario di quanto si crede, non dobbiamo cercare di rifuggire dalle stimolazioni motivo di stress, in quanto la situazione di calma, di quiete che si verrebbe a creare, si ritorcerebbe contro di noi, nel senso che non siamo in grado di vivere (a lungo) in assenza di stimolazioni. In altre parole abbiamo bisogno di mantenere un livello minimo di stimolazione, di tensione. E a testimoniare questo aspetto ci sono molti studi circa gli effetti negativi che la deprivazione sensoriale può esercitare sull’uomo. Dunque, lo stress deve essere considerata una tensione che esercita la propria forza su noi stessi: tale tensione può provenire sia dall’esterno (leggi ambiente) sia dall’interno, cioè da noi stessi. A questo punto, la persona sottoposta a tale pressione dovrebbe attivare dei “meccanismi difensivi” ossia produrre degli sforzi attraverso i quali rispondere alle stimolazioni, cercando di adattarvisi. E questo è il momento più delicato nella genesi dello stress ed il motivo è presto detto: se la persona ha le risorse fisiche nonché psicologiche necessarie per rispondere alle richieste, essa non percepirà la situazione come stressante. Ma nel caso in cui la persona non dovesse avere le risorse necessarie, allora sarà indotto a sentire la situazione come motivo di stress. Come si evince da quanto su riportato, un elemento di notevole importanza è costituito dalle risorse psicofisiologiche: disporne o meno ha effetti rilevanti. Contemporaneamente, è altrettanto significativa la percezione che un individuo può avere delle proprie risorse: percepire se stessi come persona priva delle risorse necessarie per respingere lo stress, consentirebbe allo stress di prendere il sopravvento. A conclusione di questo ragionamento, possiamo affermare che lo stress rappresenta la situazione in cui la persona, dinanzi a delle richieste, a delle tensioni, non ha o non ha percezione di possedere le risorse e quindi le strategie indispensabili per farvi fronte. La circostanza in cui la persona ritenesse di non possedere le risorse necessarie per rispondere adattivamente alle stimolazioni, prende nome di distress. La circostanza inversa, quella in cui la persona possiede o ritiene di possedere le strategie per combattere la tensione, prende il nome di eustress. Ancora: l’insieme di strategie di cui l’individuo può disporre nel respingere gli stimoli stressanti, prendono il nome di coping. Tali strategie sono sia innate, sia acquisite con l’esperienza quotidiana. Per chiarezza faccio alcuni esempi di strategie: scomporre un problema nei suoi elementi costituenti per poi affrontarli singolarmente; “scappare” (sia in senso fisico, sia in quello psicologico); intraprendere una nuova attività; interrompere momentaneamente l’attività fonte di stress, e via di questo passo. Invece, i motivi di stress prendono il nome di stressors. Per quanto riguarda il ruolo della pittura, esso è di facile individuazione in quanto può essere considerato una strategia in possesso dell’individuo per reagire allo stress. E ciò vale sia nel caso in cui la persona usi la pittura come forma espressiva (attiva), sia nel caso in cui ammiri i dipinti di altri (passiva). In entrambe le circostanze la persona “usa” la pittura come elemento cui rivolgere la propria attenzione, distogliendola, in tal modo, dalla situazione generatrice di stress. E’ un’occasione che l’uomo si dà per non pensare alla vita quotidiana e ai suoi mille problemi. Dipingere, è un’attività che consente all’individuo di estraniarsi dall’ambiente circostante, lasciando i suoi problemi fuori dalla propria mente, e quindi incontrando la propria ispirazione, da questa si lascerebbe guidare in un viaggio che lo porterà alla realizzazione di un dipinto. Quest’ultimo, non è il risultato finale bensì è il mezzo attraverso cui l’individuo si è ritagliato un tempo ed uno spazio personale, lontano dalle richieste ambientali, dai problemi quotidiani, per stare con se stesso e recuperare le energie necessarie. Cioè per rilassarsi. Anche contemplare un dipinto può rappresentare una strategia per combattere lo stress: quando si decide di visitare una mostra ci si ritaglia del tempo, sottraendolo alle normali attività quotidiane, per dedicarlo a se stessi e ai propri interessi. Già questo aspetto è un primo modo per reagire allo stress; in più l’attrazione esercitata dai quadri, può indurre la mente umana a “perdersi” in emozioni, in sensazioni e stati d’animo altrimenti difficilmente vivibili. E il tutto costituirebbe un momento di “ricostruzione” psicologica e fisica della persona, la quale può tornare a “combattere” lo stress quotidiano con rinnovato vigore. Se poi l’ammirazione dei quadri dovesse aver luogo in un ambiente familiare, come quello casalingo, ritengo che ciò creerebbe condizioni ottimali per la lotta allo stress: immaginatevi una stanza con poca luce, giusto un fascio che illumini il quadro; voi siete comodamente seduti in poltrona. Il quadro inizia a parlarvi, vi chiama con un filo di voce e voi non potete non portare il vostro sguardo verso di esso. E’ l’inizio della magia: vi lasciate andare, la vostra immaginazione galoppa, i sensi ampliano le proprie capacità percettive e vi trovate in un turbinio di sensazioni, in un abbraccio caldo e confortevole. Se queste ultime frasi vi hanno provocato “qualcosa”, allora non immaginate cosa possa provocare la pittura.

 Dr. IGNAZIO de ROBERTIS  Psicologo


Dr. Alfonso Santarpia

Il racconto del silenzio: la pittura come strada di meditazione e relax. Al di là di semplici manierismi veristi e paesaggistici, l'artista Cammarata percorre un suo orizzonte di Sicilia. La terra sua è solo il punto di inizio dell'attuale riflessione sulla Natura, i suoi colori, le sue voci silenziose. Tutte le storie raccontate s'immergono in colori mai netti, tenui,sfumati. La luce sembra giochi con i ricordi, illuminando pareti e mare e fibre di alberi. La pittura del Cammarata, senza risolvere enigmi, apre al relax, alla meditazione. L'utente con i suoi sistemi percettivi può allentare le tensioni oculari, muscolari, il respiro può rasserenarsi. E l'arte allora al di là del contenuto estetico, rientra nei palliativi all'ansia quotidiana di vivere. Allora l'artista siciliano si pone come testimone di una meditazione ma anche come autore di un dolce rimedio visivo alle ambasce quotidiane.

 Dr. Alfonso Santarpia Psicologo e studioso di linguaggi artistici post-moderni

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Paesaggi del pittore Cammarata


Video del pittore Cammarata